Eduard von Mayer, 1873–1960

Eduard von Mayer era nato il 18 giugno 1873 a Analovo presso San Pietroburgo. Il padre, medico come il nonno e il bisnonno attivi alle corti degli Zar Nicola I e Alessandro I, aveva fondato e diretto il locale Ospedale evangelico. La mamma impose al figlio un'educazione spartana e pietista – fino agli anni della maturità non aveva potuto assistere ad una sola rappresentazione teatrale poiché considerata immorale –, ciò fu determinante per tutta a vita futura dedicata allo studio indefesso di svariate discipline, alla pubblicazione di una ventina di libri su temi storici, scientifici, filosofici, teologici, e alla totale dedizione (la si potrebbe definire sottomissione) al compagno Elisàr von Kupffer. Questo strano rapporto, molto produttivo e felice, funzionava perfettamente anche se i due caratteri erano diversissimi e quasi antitetici: riflessivo, schivo, diligente, pacato, metodico, disinteressato, contemplativo, sommessamente tenace l'uno, fantasioso, irrequieto, egocentrico, altamente creativo, esuberante ma fragile I'altro. Salda Ia convivenza anche un grande rispetto e un'ammirazione reciproca, specialmente per le doti personali che si completavano vicendevolmente.

Dopo Id maturità, conseguita d San Pietroburgo, il peregrinare diventa una costante di vita, prima per motivi familiari – Ia mamma e la sorella risiedevano per lunghi periodi anche in Svizzera –, poi per motivi di studio e per assecondare l'intraprendenza del compagno.

Berlino, Losanna, Monaco, Halle sono le tappe degli studi superiori iniziati nelle facoltà scientifiche e terminati con un dottorato in filosofia: nel 1897 pubblica Ia sua tesi di laurea Schopenhauers Ästhetik.

È interessante seguire questo mutamento di facoltà, sicuramente influenzato dal Elisàr von Kupffer. All'Università di Losanna era stato, oltre che studenti anche assistente presso l'Istituto fisiologico e una carriera accademica sembrava assicurata. Per il compagno rinuncia pure d un posto di critico presso un giornale berlinese. I suoi scritti Die Märchen der Naturwissenschaft, Lebensgesetze der Kultur, Kant und die gefesselte Wissenschaft, cominciano a diventare una critica dl sistema scolastico, arrogante, disumano e fuorviante. Cerca un trait d'union con la filosofia e si costruisce delle tesi curiose e accattivanti inventando per esempio gli ‹actidi› (delle particelle anarchiche e non fisiche), gli ‹imeri› (dei catalizzatori e organizzatori energetici) e l'‹energogenesi› (una forza trascendentale).

Dalla metà degli anni '90 in avanti la biografica die Eduard von Mayer ricalca quella del Elisàr von Kupffer.

«Ho potuto dividere ininterrottamente per 45 anni Ia mia vita con Elisarion, anzi, quando morì, ne erano gia passati più di 51 dal momento in cui ci siamo conosciuti e siamo diventati amici. Il comune fine spirituale della vita ha saldato due temperamenti così  contrapposti, unendoci sempre più e formando una specie di doppia unità.»

Il dott. Ekkehard Hieronimus nella sua dissertazione cita un episodio singolare avvenuto a Eisenach nel 1926. Durante un'esposizione un insegnante, sicuramente preoccupato per i suoi allievi, definì i quadri del Elisàr von Kupffer «un'arte per omosessuali». In una lettera aperta pubblicata su un giornale locale Eduard von Mayer difende le opere dell'amico affermando: « ... hanno trovato spesso il consenso di uomini e donne aventi una sensibilità cosiddetta ‹normale›, [ ... ] se io o Elisarion fossimo omosessuali, lo diremmo senza timore alcuno, ma questo non è nemmeno vero … »  Questa pia risposta è più che comprensibile se si considera il momento storico nel quale è stata fatta: la tematica era ancora tabù. Ora si può affrontare I'argomento più serenamente e a tutto vantaggio di una rivalutazione critica delle opere sia pittoriche sia letterarie del due.

Riportiamo una poesia del Eduard von Mayer che oggi riusciamo a leggere e ad apprezzare senza essere condizionati da pregiudizi di sorta.

Herz meines Herzens, Cuore del mio cuore,
Was war ich ohne dich?! Che sarei stato senza te?!
Ein schweifender Vogel, Un uccello vagante,
Ein tosender Fall, Una cascate muggente,
Ein Rasender Sturm Una furiosa tempesta,
Im dunklen All … Nel buio universo …
   
Herz meines Herzens, Cuore del mio cuore,
Was war ich durch dich? Che divenni con te?!
Eine duftende Frucht, Un frutto odoroso,
Eine hegende Hand, Una mano protetta
In Gottes Schmiede Nella fucina di Dio,
Ein Feuerbrand! Un furioso ardore!

In un'altra poesia possiamo leggere ciò che a sua volta Elisàr von Kupffer scriveva e pensava del fedelissimo compagno:

Und böte alle Sterne E se tutte le stelle
Mir Gott als Reiche an, Dio in cambio mi offrisse,
Ich wählt' sie nicht so gerne Non sacrificherei certo
Wie dich, von dem ich lerne, Chi come te mi insegna
Wie treu min lieben kann. Ad amare così fedelmente.

A onor del vero, per ciò che riguarda Ia fedeltà, Elisàr von Kupffer Iasciava alquanto a desiderare. Imitando gli insetti che più amava rappresentare nelle sue pitture, le farfalle, egli si invaghiva di un giovinetto dopo I'altro: Fino, Amleto, Corrado, Gino, Jeanli, Walter, Nino... Le relazioni duravano mesi o anni e spesso diventavano ménage à trois.

Delle centinaia di lettere che seguivano questi incontri una sola fu occultata dal Eduard von Mayer, e non per gelosia, ma unicamente perché temeva che questa missiva potesse aggravare, in quel momento particolarmente precario, lo stato di salute del compagno ... La dedizione verso Elisàr von Kupffer era totale e si era Subito anche concretamente espressa: aiutò I'amico quando questi, allora ventiquattrenne, rimase senza genitori e conseguentemente senza sostegno finanziario. Qualche anno più tardi gli affidò tutti i suoi averi.

Eduard von Mayer poeta. Nella prefazione della raccolta di versi Aus einem Leben troviamo un'affermazione che, raffrontata alla mole delle opere da lui pubblicate, possiamo tranquillamente definire una coquetterie: «Volevo che le mie poesie apparissero solo dopo Ia mia morte, quali documenti per le mie memorie. Amici e amiche del mio poetare desiderano però che io ne pubblichi già adesso almeno una scelta, Che inizia con i versi di un sedicenne.»

Nella raccolta citata troviamo spesso il luogo dove i versi sono stati scritti: St. Pietroburgo, in Finlandia, Berlino, Siracusa, Roma, Losanna 1907, Brione sopra Minusio, Zurigo, Lugano, testimonianze di un continuo peregrinare.

Un'interessante definizione di se stesso, che riassume un impegno filosofico concretizzato in dozzine di pubblicazioni, la possiamo leggere in una lettera pubblicata il 9 gennaio del 1908 sulla rivista ‹Athenæum›: Eduard von Mayer protesta per l'incompleta traduzione – mancavano 120 righe – del suo libro Pompeji in seiner Kunst (Pompeii as an art city) e afferma: « ... Non sono solamente uno storico dell'arte, ma principalmente un riformatore sociale (a social reformer)».

Eduard von Mayer sopravviverà al compagno per 18 anni continuando i scrivere moltissima e occuparsi del visitatori del Sanctuarium Artis. Muore quasi novantenne nel 1960 dopo aver lasciato, con decisione testamentaria, I'edificio e il suo prezioso contenuto alla comunità.

Per concludere è opportuno sottolineare l'indubbio valore artistico delle fotografie eseguite in gran parte dal von Mayer e usate talvolta dal Elisàr von Kupffer per i suoi quadri. Questi ritratti su lastra sanno raccontare un mondo tutto particolare, raffinato, colto, fantasioso, con un costante compiacimento erotico, ma anche con una rigorosa componente formale e interpretativa che li trasforma in gustosi e artistici gioielli iconografici. Alcune lastre con soggetti paesaggisti sono una conferma della sensibilità visiva di un poeta e scrittore – Edurard von Mayer – che, non avendo la possibilità di esprimersi con il pennello come il compagno von Kupffer, fissa dei momenti particolarmente suggestivi del suo entourage: il Iago offuscato dalla nebbia autunnale, le montagne viste all'Elisarion in una particolare luce serale, del salici che assumono I'aspetto di un irreale monumento ... 

 

Graziano Mandozzi