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Il dipinto circolare «il chiaro mondo dei beati» di Elisarion: Davanti al mare aperto
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Davanti al mare aperto

«Familiare – risuona questo mare

Da tempi lontani, passati!

Ascoltare il passato senza rimpianti

Dolceamara beatitudine.

Ancor lo vedo, d'un trasparente meraviglioso verde,

Brillante azzurro fino all'orizzonte –

Inumidito dal bramoso occhio di un giovane

Non ancor giunto al suo traguardo.

E ora? – Lascia rientrare verso casa il tuo anelito,

Il tuo è ormai allor lontan presente,

Non più una lotta impetuosa

del cuor i desideri che ingannano il destino.

Sento la mano dell'amore – e risveglio,

Come da un sogno – nella bella realtà,

Tu, biondo paggio – furfantello – rido

Del sognatore, libero dai tempi trascorsi!»

«Sono il tuo sciolto camerata

Ti sollevo dal mondo caotico

Tu, anima sognatrice, guarda,

Ti invito nel giorno del Chiaro Mondo.

Al mio calice di fiore spizzica

Una libera farfalla come me

Felice del dolce profumo

Del calice dell'amore – ti piace?

Il mare qui non è guerriero,

Gioisce del bianco splendore.

Allora! Assiem rallegriamoci.

Per malinconia posto non c’è.»

Scena 23

Un efebo sta seduto su una seggiola, mentre un altro, in piedi, si appoggia al primo cingendogli le spalle con il braccio.